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venerdì 2 gennaio 2026

La circolazione delle élite: una teoria ancora attuale?

All’inizio del Novecento, due studiosi italiani, Vilfredo Pareto e Gaetano Mosca, elaborarono una teoria destinata a far discutere: la teoria della circolazione delle élite. Secondo loro, in ogni società – democratica o autoritaria – il potere non è mai davvero nelle mani di tutti, ma è sempre concentrato in una minoranza organizzata, l’élite dirigente.

Mosca sosteneva che in ogni comunità esiste una “classe politica” che governa e una maggioranza che è governata. Pareto, più radicale, affermava che le élite non scompaiono mai: si rinnovano, decadono e vengono sostituite da nuove élite. Questa è la “circolazione”: non la fine del potere, ma il suo passaggio di mano.

Un punto centrale della teoria è che le élite tendono a cristallizzarsi. Con il tempo diventano autoreferenziali, inefficienti, incapaci di capire la società che cambia. Quando ciò accade, emergono nuove minoranze più dinamiche che le sostituiscono, spesso usando linguaggi e ideali diversi, ma mantenendo la stessa funzione di comando.

La domanda è: questa teoria è ancora valida oggi?
A prima vista potrebbe sembrare superata. Viviamo in società democratiche, con elezioni, libertà di stampa e partecipazione politica. Tuttavia, osservando meglio, la circolazione delle élite appare ancora evidente. Cambiano i governi, i partiti, i volti pubblici, ma il potere reale resta spesso nelle mani di gruppi ristretti: dirigenti politici, grandi imprenditori, tecnocrati, leader mediatici, esperti finanziari.

Anche i movimenti che nascono “contro le élite” finiscono spesso per crearne di nuove. Chi sale al potere promettendo di rappresentare il popolo tende, col tempo, ad adottare le stesse logiche di chi lo precedeva. Questo conferma l’intuizione di Pareto: non esiste una società senza élite, esistono solo élite diverse.

Le ripercussioni sociali di questa dinamica sono ambivalenti. Da un lato, la circolazione delle élite può essere positiva: evita l’immobilismo, permette il ricambio e l’ingresso di nuove competenze. Dall’altro lato, può generare disillusione e cinismo, soprattutto quando le persone percepiscono che il cambiamento è solo apparente e che le promesse di rinnovamento non si traducono in miglioramenti concreti.

In conclusione, la teoria della circolazione delle élite resta uno strumento efficace per comprendere il funzionamento del potere nel mondo contemporaneo. Non offre consolazioni, ma aiuta a sviluppare uno sguardo critico. Capire che il problema non è “se” esistano le élite, ma come si formano, come governano e quanto siano controllabili, è una lezione fondamentale per ogni cittadino consapevole.